Api e vespe: quando le punture fanno bene

Apicultori alle prime armi fate attenzione a non essere punti. Perche’ se chi si occupa di api da molto tempo sviluppa un auto vaccinazione a furia di essere punto, per i neofiti l’incontro con il pungiglione di questi insetti potrebbe essere pericoloso. Insomma se decidete di fare il miele in casa abituatevi ad essere un bersaglio e soprattutto occupatevi di questo hobby con regolarita’ senza intervalli troppo lunghi. Parola di esperto. Il professor Domenico Schiavino professore di allergologia e immunologia clinica al policlinico Gemelli di Roma avverte ‘’Gli apicultori vengono punti regolarmente, almeno una volta a settimana, in questo modo si desensibilizzano da soli, e’ come un vaccino. Abbiamo avuto due pazienti che per motivi di salute avevano sospeso per sei mesi questa attivita’, alla ripresa hanno avuti reazioni di tipo anafilattico'’. Vespe e api: le reazioni sono le stesse. ‘’Il tipo di veleno e’ simile - spiega l’esperto - anche se chi e’ allergico alle vespe puo’ non esserlo alle api e viceversa'’. Sotto il termine Apidi troviamo api e bombo, mentre se si parla di vespidi ci riferiamo a vespa, polistes o vespa contadina, e calabrone. Quest’ultimo inietta con una puntura 250/300 microgrammi di veleno, una dose tre volte maggiore a quello della vespa (120-150 microgrammi). Le reazioni sono di tre tipi. ‘’Ci sono quelle locali - continua l’immunologo - che provocano dolore, prurito e arrossamento; reazioni estese, ad esempio se viene punto il piede si gonfia tutto l’arto. Infine, le piu’ pericolose sono le reazioni sistemiche. Ad esempio, se viene punto il piede destro avviene una reazione nella parte sinistra, questo significa che tutto l’organismo e’ stato coinvolto. Si potrebbero verificare anafilassi, asma, perdita di coscienza'’.

Per l’anafilassi l’unica cura e’ l’adrenalina. ‘’Quanto piu’ sono veloci le reazioni quanto piu’ sono gravi'’ mette in guardia il professore. Se per le razioni locali bastano terapie locali, pomate a base di cortisone o antistaminiche, per le reazioni estese sono consigliati antistaminici o cortisonici per bocca, se la reazione e’ di debole entita’ intramuscolare se e’ piu’ intensa.

Oggi non ci sono preoccupazioni esistono trattamenti di desensibilizzazione che nel 95% dei casi riescono. Quindi in reazioni sistemiche e’ bene rivolgersi ai centri di rilievo della Regione per fare una diagnosi. I vaccini partono da un microgrammi e in due ore si arriva a 100 microgrammi, che e’ circa la quantita’ di veleno di un’ape o di una vespa. In alcuni centri queste dosi si raggiungono in due settimane. Per il mantenimento viene fatta una somministrazione una volta al mese per tre cinque anni.

L’unica prevenzione, avverte il professor Schiavino e’ evitare l’esposizione. ‘’Non sono animali aggressivi se non si sentono minacciati'’. Poi ci sono una serie di accorgimenti: non fare movimenti incontrollati; non camminare scalzi in campagna o sul bagnasciuga, i soggetti a rischio dovrebbero evitare di vestirsi con colori sgargianti che attirano api e vespe; meglio vestiti aderenti; evitare di raccogliere frutti troppo maturi caduti a terra.

Ansa

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