Archivio della categoria Ambiente


Mucche a flatulenze-zero contro i gas serra

Mucche più efficienti, che producano più latte e inquinino meno, liberando minori quantitativi di “gas-serra”. E’ l’obiettivo di uno studio nel quale Australia e Nuova Zelanda si apprestano a investire 3 milioni di dollari, un terzo dei quali già spesi. Continua a leggere »

Acqua: a rischio anche i paesi ricchi

Goccia dopo goccia, l’acqua può scavare la roccia. Ma, goccia dopo goccia, si può sprecare un fiume. È quello che succede a Londra, dove si stima che le perdite causate da tubature vecchie e inadeguate riempiano, quotidianamente, l’equivalente di 300 piscine olimpioniche. Altre città come Houston (Texas) e Sidney stanno vivendo largamente al di sopra delle proprie possibilità: consumano più risorse idriche di quante ne riescano a reintegrare naturalmente. Continua a leggere »

Tac per l’Etna e le eruzioni potranno essere previste

È un documentario infernale, quello che filma il sottosuolo di un vulcano che esplode. L’attore principale è l’Etna, la montagna fumante che è stata scandagliata prima, durante e dopo la spettacolare eruzione dell’ottobre 2002. Il regista è l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania, che ha osservato i sommovimenti della pancia del vulcano con una tecnica del tutto simile alla Tac. Ed è la prima volta che apparecchi analoghi a quelli della tomografia praticata negli ospedali vengono tenuti accesi nel bel mezzo di un’eruzione. Continua a leggere »

Gli animali perdono la bussona

In un mondo che cambia non è facile mantenere la bussola. E il delicato meccanismo che guida gli animali nelle migrazioni a volte vacilla. Fenomeni naturali (il campo magnetico terrestre che muta), artificiali (l’illuminazione notturna delle città) e misti (il cambiamento climatico) fanno sterzare le rotte di uccelli, cetacei, anfibi, mammiferi e insetti. Continua a leggere »

Squali, alghe velenose, pesci palla Alieni nei mari d’Italia

Alghe assassine, meduse urticanti, specie aliene… Cosa sta succedendo nei nostri frequentatissimi mari? Il fatto è che con l’aumento della temperatura globale i millenari equilibri della flora e della fauna marina stanno trasformandosi con riflessi non sempre controllabili sulla biodiversità. Basti pensare alla tropicale alga Caulerpa taxifolia dalle foglie velenose e perciò poco appetite dai pesci erbivori: sfuggita nel 1984 dagli acquari del Museo oceanografico di Monaco, ha già ricoperto 10.000 ettari dei nostri fondali creando problemi alla Posidonia e alle alghe indigene. Continua a leggere »

Formaldeide nelle confezioni alimentari

Legambiente lancia l’allarme formaldeide: trovate tracce del composto pericoloso per la salute umana negli imballaggi in cartone e cartoncino utilizzati per le confezioni di pasta e riso, nei panini dei fast food, e in alcuni prodotti di carta, come quaderni, fazzolettini e cartaspugna. Continua a leggere »

Supercomputer giapponese per studiare 300 anni di clima

Difficile prevedere cosa succederà al clima del nostro pianeta tra 300 anni? Forse, ma non impossibile. Soprattutto se, come ha reso noto il ministro giapponese dell’educazione, si usa il secondo computer più veloce del mondo. Che verrà messo al lavoro per predire uragani, siccità, tempeste, insomma tutto quanto possa essere messo in relazione con il riscaldamento del pianeta Terra per i prossimi 30 anni. Primo step di una ricerca più ambiziosa che intende allargare le previsioni ad un range di 300 anni. Continua a leggere »

Ghiacciai delle Alpi addio scompariranno entro il 2100

Ci sono due scenari per le Alpi di fine secolo. Entrambi dipingono un quadro non certo idilliaco. Se anche solo la temperatura estiva e non necessariamente quella annuale, dovesse salire di 3 gradi rispetto alla media degli ultimi 50 anni, come sembra stia avvenendo, l’80% dei ghiacciai scomparirebbe, se la temperatura invece, dovesse salire di 5 gradi scomparirebbero del tutto.

In ogni caso dunque, entro il 2100 il paesaggio alpino sarà profondamente diverso da quello attuale, avvicinandosi di molto a quello appenninico. A queste conclusioni sono giunti ricercatori dell’Università di Zurigo (Svizzera) i quali pubblicheranno il loro studio sul prossimo numero di Geophysical Research Letters.

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