Archivio della categoria Biochimica


Alzheimer curato nei topi

Basterebbe un enzima per curare i topi con l’Alzheimer dalla loro malattia. E’ questo in sintesi il lavoro dei ricercatori del Columbia University Medical Center, che hanno appena pubblicato i risultati del proprio studio sulla rivista Cell.
Gli scienziati, in particolare, hanno identificato un enzima chiamato ‘ubiquitina C-terminal idrolasi L1′ (Uch-L1) Continua a leggere »

L’acqua in bottiglia favorisce carie

Vietato mitizzare l’acqua in bottiglia: forse è più sicura e controllata, ma di certo non aiuta i denti. Meglio l’acqua del rubinetto, che contiene fluoro alleato dello smalto. Ne sono convinti gli specialisti dell’Associazione australiana dentisti, secondo i quali la moda di bere da bottigliette e lattine snobbando il lavandino favorisce la carie. Continua a leggere »

Gli hot dog contengono sostanze cancerogene

Che gli hot-dog non fossero un alimento consigliato per una dieta equilibrata si sapeva, ma adesso uno studio americano li addita come potenziali amplificatori del rischio di cancro. Sidney Mirvish, un ricercatore del Centro medico dell’Università del Nebraska, a Omaha, ha riferito che negli hot dog sono contenuti composti che possono indurre mutazioni nel Dna, capaci di aumentare in modo esponenziale lo sviluppo di cellule cancerose. Continua a leggere »

Depressione curabile in 2 ore con la ketamina

La sostanza è già nota, con i suoi pregi e i suoi molti difetti, ora i ricercatori americani del National Institute of Mental Health la sperimentano come rimedio rapido contro le forme più gravi di depressione. La ketamina fu scoperta nel 1962 e da allora utilizzata come anestetico, soprattutto dai veterinari. A dosaggi inferiori a quelli necessari per l’anestesia produce effetti psichedelici, che inducono una sensazione di dissociazione tra mente e corpo e, almeno secondo gli scienziati dell’istituto americano, è in grado di alleviare in meno di due ore i sintomi della depressione. Continua a leggere »

Dieta e malattie cardiovascolari: nuova correlazione indice glicemico-LDL

Una dieta ad alto contenuto di carboidrati ma con basso indice glicemico permette non solo di ridurre il peso corporeo, ma anche di abbassare il rischio di malattia cardiovascolare.

Ricercatori dell’University of Sidney (Australia) hanno assegnato in modo random 129 giovani adulti obesi o in sovrappeso (indice di massa corporea maggiore o uguale a 25 kg/m2) ad una di 4 diete ad alto contenuto di fibre e a ridotto contenuto di grassi, per 12 settimane. Continua a leggere »

Dal cuore del topo i segreti delle malattie cardiache

Il segreto per curare le malattie cardiache come lo scompenso o l’ipertrofia dell’atleta potrebbe celarsi nel cuore del topo: è proprio a partire da questi animali, infatti, che Gianluigi Condorelli, ricercatore alla Fondazione Parco Biomedico San Raffaele di Roma, sta cercando nel proprio laboratorio di individuare nuove molecole capaci di stimolare il cuore alla contrazione, funzione che viene compromessa quando il muscolo cardiaco è malato o ha subito un infarto. Continua a leggere »

Veleni letali in mostra

Una medusa che uccide in tre minuti e un serpente che sferra il suo attacco letale quasi senza aprire bocca, con le sue fauci orizzontali e nascoste. E poi piante, funghi e minerali. Per la prima volta, i veleni più tossici che popolano la natura sono stati catalogati, messi in speciali teche e mostrati al pubblico al museo zoologico Walter Rothschild a Tring.
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Infarto, l’enzima NADPH ossidasi aumenta il rischio

L’enzima NADPH ossidasi chiude le arterie e aumenta il rischio d’infarto. A stanare la proteina che sembra minacciare la salute del nostro cuore è uno studio del Policlinico Umberto I di Roma - Università La Sapienza che porta la firma di Francesco Violi, direttore della IV clinica medica della struttura ospedaliera. Aumentano quindi - secondo l’equipe capitolina - le possibilità di prevenzione di arresto cardiaco. Continua a leggere »

Dieldrina: legame tra fitofarmaci e morbo di Parkinson

Ancora prove sulla correlazione fra insorgenza del morbo di Parkinson ed esposizione ai pesticidi. Subito dopo la pubblicazione dello studio di Harvard in proposito, anche l’Università di Emory (Stati Uniti) ha reso noto un altro studio indicante il legame fra il morbo e l’esposizione alla dieldrina, così come evidenziato da prove di laboratorio. Continua a leggere »

Dai ricci di mare nuove scoperte sull’Alzheimer

Come si sa il morbo di Alzheimer è una grave malattia del cervello che colpisce in tarda età e che porta ad una forma di demenza progressiva che rende l’individuo colpito incapace di condurre una vita normale. Con l’aumentare della vita media la patologia ha assunto dimensioni epidemiche veramente allarmanti e non esiste ancora una cura risolutiva ma solo delle cure farmacologiche in grado di attenuare i sintomi cognitivi.

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CD23 associata alle allergie alimentari

Individuata la proteina che sembra rivestire un ruolo fondamentale nell’insorgenza delle allergie alimentari. E’ la CD23, e normalmente viene espressa nel tratto intestinale dell’uomo. In alcuni casi la sua azione, spiegano su Gastroenterology i ricercatori della Mount Sinai School of Medicine di New York, è quella di recettore delle IgE (immunoglobulina E), cioé la proteina associata alle reazioni allergiche. Insieme possono dare vita alle allergie alimentari. Continua a leggere »

Un cocktail leccese per perdere peso

Sembra il sogno di quanti si sono finora affidati, con risultati scarsi o nulli, a diete più o meno elaborate, impegnative, e che magari ne sono usciti frustrati per i modesti risultati ottenuti nonostante sforzi di non poco conto. Sembra un sogno, ma ricercatori dell’Università di Lecce assicurano che è realtà: si tratta di un cocktail dimagrante messo a punto nei laboratori dell’ateneo salentino, basato su una nuova combinazione del Cla (Acido Linoleico Coniugato) con altri nutrienti. Il risultato è un cocktail, per l’appunto, che interviene a ridurre la massa adiposa senza - assicura chi ci sta lavorando - provocare effetti collaterali. Continua a leggere »