Preservativi artistici per prevenire l’AIDS
In paesi distrutti dalla fame, dalla sete e dall’Aids, e soprattutto dall’uso scellerato dei finanziamenti, ecco che qualcuno ha avuto un’idea “geniale” di cui c’era assoluto bisogno…
Sdrammatizzare il preservativo, come oggetto in sé, per migliorarne la diffusione e l’uso. Specie in quei Paesi, come le nazioni africane, dove l’uso del condom rappresenta ancora un tabù culturale. Anche su questa piccola rivoluzione dei costumi si punta, alla Conferenza internazionale sull’Aids che si chiude oggi a Toronto, per cercare di arginare la progressione dell’infezione da Hiv nel mondo e in quei Paesi dove parlare di sesso sicuro è più difficile.
Da qui l’idea di sviluppare nuovi modi e messaggi per pubblicizzare e mettere in vendita quello che ancora rappresenta il più valido strumento per bloccare l’infezione, cioè il profilattico. Si pensa a confezioni particolari, colori e anche gusti capaci di attirare quanti ancora sono reticenti o si vergognano a comprare il preservativo. Insomma, per fermare l’Aids si pensa a una vera e propria fashion-era che trasformi il semplice involucro di lattice in qualcosa di moda. Da qui il coinvolgimento di artisti e stilisti. L’idea è quella di sdoganare l’oggetto per arrivare a un suo uso semplice e consapevole, spiega l’artista Frank DeRose, direttore esecutivo del Condom Project che ha proprio lo scopo di diffondere la confidenza con questo mezzo di prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse nei Paesi più allergici al preservativo.
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