Dai ricci di mare nuove scoperte sull’Alzheimer

Come si sa il morbo di Alzheimer è una grave malattia del cervello che colpisce in tarda età e che porta ad una forma di demenza progressiva che rende l’individuo colpito incapace di condurre una vita normale. Con l’aumentare della vita media la patologia ha assunto dimensioni epidemiche veramente allarmanti e non esiste ancora una cura risolutiva ma solo delle cure farmacologiche in grado di attenuare i sintomi cognitivi.


L’Alzheimer è causato dalla formazioni di placche che attaccano il tessuto cerebrale e che hanno come componente principale la beta-A, Beta-Amiloide un derivato del metabolismo cellulare che può precipitare in forma di fibrille o di altri aggregati sui neuroni dei malati bloccando la trasmissione degli impulsi nervosi e quindi la morte del neurone stesso.
Recentemente ricercatori del Cnr dell’Istituto di Biofisica e dell’Istituto di Biomedicina e immunologia molecolare di Palermo hanno effettuato studi sull’embrione del riccio di mare che presenta una biochimica cellulare simile a quella dei mammiferi. Da questo studio i ricercatori del Cnr hanno scoperto che non sarebbero le fibrille e le placche a causare l’Alzheimer ma oligomeri della proteina beta-A ancora più piccoli.
Sono proprio questi ultimi nei ricci di mare a provocare, a volte, la morte cellulare degli embrioni. La scoperta permette di aprire una nuova strada per la prevenzione della terribile malattia.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale Faseb Journal Express.

www.mareinitaly.it - Claudio Gallucci

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