Lo iodio radioattivo manda in tilt i check-in degli aeroporti
Attenzione ai controlli in aeroporto se si è in cura per la tiroide. Si rischia di essere fermati, perquisiti, interrogati e poi (si spera) rilasciati con tante scuse. I pazienti sottoposti a terapia radiante con iodio radioattivo (di solito per problemi alla tiroide) che si accingono a partire per le vacanze, infatti, rischiano di mandare in tilt i sistemi di sicurezza degli aeroporti, anche settimane dopo la cura. A mettere in guardia i pazienti sono i medici britannici dalle pagine del «British Medical Journal», dopo il caso di un uomo di 46 anni che ha vissuto questa disavventura in un aeroporto americano. Sei settimane dopo il trattamento, l’uomo si è recato in aeroporto e ha fatto scattare tutti gli allarmi al check-in. Prima di riuscire a prendere il suo volo è stato interrogato, perquisito attentamente e finalmente rilasciato, accumulando un forte ritardo e grande imbarazzo. Un problema che incombe anche su pazienti sottoposti ad altri trattamenti, procedure terapeutiche o diagnostiche che impiegano particelle radioattive. Anche perchè, spiegano i medici, i sistemi di sicurezza negli aeroporti sono diventati sempre più stringenti, e gli allarmi più sensibili.
Tutti i malcapitati pochi giorni prima erano stati sottoposti a esami o terapie con particelle radioattive. Una situazione che, secondo gli esperti, richiede la messa a punto di nuove linee guida per aiutare i pazienti sottoposti a queste cure, anche nella vita quotidiana.



