Shock anafilattico: la causa è l’ossido nitrico

Per un soggetto allergico un momento spensierato, magari una cena tra amici o una gita all’aria aperta si possono trasformare in un incubo per un ingrediente di troppo nel piatto o una puntura di insetto: lo shock anafilattico; ma presto potrebbero arrivare nuove armi per prevenirlo, grazie alla scoperta del meccanismo alla base e del composto colpevole di indurlo.
E gli esperimenti sui topi eseguiti da Anje Cauwels del Flanders Interuniversity Institute for Biotechnology di Ghent in Belgio, i cui risultati sono apparsi sul Journal of Clinical Investigation, hanno anche dimostrato la possibilita’ di prevenirlo somministrando alcune molecole.
Lo shock anafilattico e’ una rapida sequenza di eventi, per lo piu’ scatenata dal contatto di anticorpi IgE con un allergene, che si sviluppa improvvisamente con esito talvota fatale. Lo shock si presenta inizialmente con formicolio e senso di calore al capo e alle estremita’ cui segue abbassamento della pressione, respiro difficoltoso, tachicardia e aritmia. Tra le cause piu’ frequenti dello shock anafilattico ci sono la puntura di insetti (api, vespe, calabroni), l’ingestione di alcuni alimenti o la somministrazione di farmaci cui si e’ allergici.
Per evitare esito infausto bisogna agire subito: l’adrenalina rappresenta il farmaco salvavita. L’adrenalina serve a contrastare l’escalation dei sintomi riportando la pressione a livelli normali, ma in realta’ non interferisce con il meccanismo alla base dello shock anafilattico, da tempo rimasto un mistero.
Gli esperti hanno scoperto che alla base dello shock anafilattico c’e’ il piu’ potente vasodilatatore naturale, l’ossido nitrico e che responsabile della sua iperproduzione nel corso dello shock e’ l’enzima Ossido Nitrico Sintasi endoteliale (eNOS). Infatti topolini geneticamente modificati e privi di eNOS sono ‘’immuni'’ dallo shock anafilattico, inoltre inibitori dell’ossido nitrico somministrati prima di indurre lo shock proteggono topolini allergici prevenendo l’evento.
Inibitori dell’ossido nitrico o anche dell’enzima eNOS potrebbero dunque divenire terapie contro lo shock anafilattico e entrare in una profilassi preventiva per pazienti allergici ad anastetici o antibiotici che devono sottoporsi a interventi chirurgici.

Ansa

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