Staminali ottenute senza distruzione dell’embrione
È possibile ottenere linee di cellule staminali embrionali umane senza distruggere l’embrione stesso. Il risultato è stato ottenuto dal gruppo di ricerca diretto da Robert Lanza della Advanced Cell Technology (ACT) che descrive la ricerca in un articolo apparso oggi sulla versione on-line della rivista Nature.
Il metodo per derivare cellule staminali da blastomeri umani, quando l’embrione è costituito da sole otto cellule, sfrutta la tecnica della biopsia a singola cellula già utilizzata per le diagnosi genetiche pre-impianto nel caso di fecondazione in vitro con trasferimento di embrioni (FIVET). Le linee cellulari prodotte ponendo in coltura le cellule prelevate a questo stadio iniziale sono risultate essere identiche – ossia geneticamente normali e stabili – a quelle ottenute da successivi, più avanzati stadi embrionali, quelli comunemente utilizzati, che consentono di ottenere immediatamente molte più staminali, ma comportano la distruzione dell’embrione.
Prima di sperimentarla sull’essere umano, la tecnica era stata testata sul topo, come era stato riferito, sempre su “Nature”, nell’ottobre dello scorso anno.
“Una delle principali obiezioni etiche alla generazione di linee cellulari staminali umane – ha dichiarato Ronald Green, presidente del Comitato etico della ACT – era che tutte le precedenti tecniche avevano come risultato la distruzione dell’embrione umano. La nuova tecnica supera questo ostacolo e ha le potenzialità per assumere un ruolo centrale nell’avanzamento della medicina rigenerativa”.
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