Supercomputer giapponese per studiare 300 anni di clima
Difficile prevedere cosa succederà al clima del nostro pianeta tra 300 anni? Forse, ma non impossibile. Soprattutto se, come ha reso noto il ministro giapponese dell’educazione, si usa il secondo computer più veloce del mondo. Che verrà messo al lavoro per predire uragani, siccità, tempeste, insomma tutto quanto possa essere messo in relazione con il riscaldamento del pianeta Terra per i prossimi 30 anni. Primo step di una ricerca più ambiziosa che intende allargare le previsioni ad un range di 300 anni.
Per il progetto, che ha come data d’inizio la primavera del prossimo anno, lo stato giapponese dovrà presumibilmente sborsare la cifra di 26 milioni di dollari l’anno, almeno secondo quanto stimato da scienziati e autorità nipponiche.
I vantaggi delle previsioni? Individuare le zone a rischio di piogge alluvionali, nevicate abbondanti, tsunami, siccità che possano compromettere i raccolti. “Una volta mappate le aree in questione - che potranno essere circoscritte con una precisione di 3 chilometri quadrati - saremo in grado di avvertire i governi a cui appartengono affinché possano mettere in atto le contromisure necessarie con largo anticipo”, spiega Tomonori Otake, portavoce del bureau del ministero dell’educazione che si occupa di tematiche ambientali.
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