Veleni letali in mostra
Una medusa che uccide in tre minuti e un serpente che sferra il suo attacco letale quasi senza aprire bocca, con le sue fauci orizzontali e nascoste. E poi piante, funghi e minerali. Per la prima volta, i veleni più tossici che popolano la natura sono stati catalogati, messi in speciali teche e mostrati al pubblico al museo zoologico Walter Rothschild a Tring.
L’esposizione, che andrà avanti fino al 3 dicembre, passa in rassegna ogni tipo di siero letale, raccontando la sua provenienza e anche i suoi successivi usi in medicina.
Si scopre che, a dover fare più attenzione, sono gli australiani che decidono di fare il bagno nell’Oceano: la medusa Chironex fleckeri, meglio conosciuta come “la vespa del mare”, è l’animale più tossico della storia. Incastrata dentro un barattolo, la medusa ora non fa più paura. Almeno agli spettatori inglesi. “Le meduse - spiega Alice Dowswell, curatrice della mostra - non possono inseguire le loro prede, possono solo sperare di incontrarle nel loro lento nuotare. Per questo il loro veleno è forte e immediato: è l’unico modo che hanno per cacciare”. Poi ci si imbatte nel non meno camaleontico pesce pietra, perfettamente mimetizzato nei fondali marini ma vicino alle spiagge, con un pungiglione trasparente che uccide in poche ore senza lasciare scampo.
Nelle sale del museo anche numerose specie di piante che trasudano i veleni più noti alle pagine del mito e della storia: dalla stricnina al cianuro, passando per la piretrina e l’acido tannico. In totale si stima che siano 30mila le piante che contengono sostanze letali per l’uomo.
Poi ci sono le eccezioni, come l’Atropa belladonna, le cui radici sono mortali ma foglie e le bacche aiutano sia il cuore, sia la respirazione. Oppure il Nerium oleander, l’oleandro tanto diffuso nel Mediterraneo. “Basta ingerire un piccolo pezzo di foglia - spiega la Dowswell - per andare diritti nel mondo dei sogni”. Infine, dentro barattoli di vetro funghi e minerali. Per avere un’idea di quanto questi ultimi possano essere tossici, basti pensare che è sufficente un chicco d’uva d’arsenico per mandare un adulto all’altro mondo.
Ma in mostra vengono illustrati anche gli impieghi medici dei veleni della natura. Da una vipera del sud America, per esempio, l’estratto per abbassare la pressione. Una delle componenti dell’aspirina, invece, è un estratto della pianta del salice. Appunto l’acido salicilico.
Fonte: Repubblica.it
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